SOSPENSIONE attività fino al 13 aprile su disposizione del DPCM del 1° aprile 2020

Intervista a Daniele Orlando, primo violino dei Solisti Aquilani

Daniele Orlando

Daniele Orlando è Primo Violino dei Solisti Aquilani, ensemble nato nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini che si avvale di strumentisti di alto livello, in grado di sostenere parti solistiche di elevato impegno virtuosistico ed interpretativo. I Solisti Aquilani sono annoverati fra le più prestigiose formazioni cameristiche internazionali per l'ottimo livello delle esecuzioni, l'ampio repertorio e l'unanime consenso di pubblico e di critica.
In occasione del concerto al Teatro Carlo Felice assieme al chitarrista Manuel Barrueco e al bandoneonista Cesare Chiacchiaretta, Daniele Orlando introduce il suo ensemble, i progetti svolti e le prospettive future.

Maestro Orlando, i Solisti Aquilani hanno di recente raggiunto i cinquant'anni di attività. Ci può fare un "riassunto" della storia dell'ensemble?
L'ensemble dei Solisti Aquilani nasce grazie a Vittorio Antonellini, che purtroppo è scomparso qualche anno fa. Ora è subentrato il nostro nuovo e attuale Direttore Artistico che è Maurizio Cocciolito che ha letteralmente "rifondato" il gruppo: si tratta di un gruppo che ha una media di giovani di 36 anni, quindi siamo tutti molto giovani.

Maestro Orlando, qual è, secondo lei, il bilancio di attività dei cinquant'anni dei Solisti Aquilani?
Il bilancio del primo secolo di attività dei Solisti Aquilani è senz'altro positivo, soprattutto negli ultimi anni. Ovviamente nella storia ci sono alti e bassi ma stiamo ora rivivendo un "picco" grazie alla nuova Direzione Artistica e speriamo di continuare a crescere.

I Solisti Aquilani hanno, fra i loro obiettivi, lo sviluppo e la diffusione della musica contemporanea. Ci può parlare di questo vostro impegno?
Lo sviluppo e la diffusione della musica contemporanea sono obiettivi che perseguiamo in maniera convinta. Sono parecchie le composizioni che commissioniamo che ci vengono proposte e che accettiamo. Recentemente siamo stati alla Biennale di Venezia. Insomma, ci diamo parecchio "da fare" sotto questo punto di vista.

I Solisti Aquilani hanno collaborato con tanti artisti. Qual è il vostro approccio artistico e creativo con gli ospiti che suonano con il gruppo?
Cerchiamo di farci influenzare il più possibile dalle grandi personalità che ci vengono a trovare. Il nostro è quindi uno scambio "osmotico". Noi cerchiamo di dare quanto più possibile ma, soprattutto, siamo interessati a ricevere per crescere. Credo che la crescita sia ciò che ci caratterizza di più come interessi, visto che siamo giovani e possiamo "dare" ma anche "prendere" tanto.

I Solisti Aquilani hanno proposto vari progetti di natura sociale e sono stati vicino alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila del 2009. Ci può parlare dell'impegno sociale del suo gruppo e di come la musica riesce a "sposarsi" con questa attività?
Le nostre attività nel sociale sono innumerevoli e quella senz'altro più importante è relativa all'ambiente con il progetto "Una nuova stagione" per mezzo del quale abbiamo creato una nuova visione delle Quattro Stagioni di Vivaldi. Si tratta di un "chiaroscuro" tra la Natura che poteva essere al tempo di Vivaldi e quella che, drammaticamente, abbiamo di fronte ai nostri occhi. Abbiamo creato un cortometraggio per rendere il pubblico consapevole di questa chiave di lettura e lo proiettiamo all'inizio di uno spettacolo che, appunto, si chiama "Una nuova stagione". La nostra è, quindi, una denuncia ambientale.

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