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Intervista a Caterina Di Cecca

Caterina Di Cecca

La compositrice Caterina Di Cecca è l'autrice del brano "La Via Isoscele della Sera" per archi che l'ensemble dei Solisti Aquilani presentano in prima assoluta in occasione del concerto di lunedì 20 gennaio 2020 al Teatro Carlo Felice, serata che vede inoltre la partecipazione del chitarrista di fama internazionale Manuel Barrueco e del bandoneonista Cesare Chiacchiaretta.
"La Via Isoscele della Sera" è risultato vincitore nel 2018 del IV Concorso Nazionale di Composizione “Francesco Agnello”.
In occasione della prima genovese, Caterina Di Cecca illustra il proprio lavoro e la sua attività di stimata compositrice, i cui lavori hanno raggiunto Europa e America.

Come nasce la sua composizione "La Via Isoscele della Sera"?
Il bando del IV Concorso Nazionale di Composizione “Francesco Agnello” richiedeva l’invio di una partitura per orchestra d’archi inedita.
Dato che era da molto tempo che avrei voluto comporre per questo organico, ho colto l’occasione per cimentarmi con la scrittura idiomatica degli strumenti ad arco che trovo estremamente duttili e in grado di adattarsi alle esigenze del mondo attuale sia da un punto vista tecnico che espressivo.

Il titolo della sua composizione, "La Via Isoscele della Sera" è tratto da un verso della poesia "Distacco", scritta da Anna Achmàtova. Può illustrare e approfondire il collegamento da lei creato fra poesia e musica?
Il titolo di questa composizione è tratto da un verso della poesia "Distacco", scritta da Anna Achmàtova.
L’idea di un evento o di una persona che si allontana fino a dissolversi o a scomparire è qualcosa che si può verificare solo a livello dei fatti, ma non della psiche. Ogni elemento significativo che ha rivestito un ruolo nella nostra vita ci accompagna e non ci abbandona più. Diventa noi stessi al punto di non essere più in grado di estrapolare la nostra essenza dalle esperienze che l’hanno forgiata nel corso degli anni.
Nel mio pezzo, l’intento è di rappresentare in musica quanto descritto. Sono presenti tre situazioni che
costituiscono rispettivamente tre movimenti senza soluzione di continuità e che si ripresentano in maniera frammentaria. La loro circolarità le rende pregnanti e si rivela sempre più evidente e serrata fino all’affastellamento finale.

Con questo suo lavoro ha trionfato nel 2018 al IV Concorso Nazionale di Composizione "Francesco Agnello". Maestra Di Cecca, cosa ha significato questa vittoria per la sua carriera?
Vincere il IV Concorso Nazionale di Composizione "Francesco Agnello" è stato molto importante per me
perché di rado i concorsi nazionali o internazionali di composizione sostengono il lavoro di chi scrive musicaattraverso la possibilità di ascoltare più volte l’esecuzione della propria opera.
Trovo che sia davvero necessario per dar giustizia ad una nuova partitura che gli strumentisti coinvolti
possano suonare in pubblico ripetutamente lo stesso pezzo, dato che in questo modo è più facile per loro avvicinarsi sempre di più alla reale intenzione del compositore.

Maestra Di Cecca, Lei è attiva come compositrice in Italia e all'estero, le sue partiture sono state eseguite in Europa e America e ha ricevuto commissioni da famosi enti ed istituzioni quali la Biennale di Venezia e la Fondazione Spinola Banna per l'Arte. Come descriverebbe questa sua attività?
Ho sempre amato scrivere musica e subito dopo gli studi in conservatorio ho cercato di renderlo il lavoro della mia vita.
Ho cominciato componendo molti pezzi senza preoccuparmi della loro futura esecuzione.
In un secondo momento, mi sono resa conto della necessità di ascoltare le mie opere dal vivo e ho cercato di raggiungere questo obiettivo attraverso la partecipazione a numerosi concorsi.
Fortunatamente ho avuto frequenti riscontri positivi che mi hanno permesso di affermarmi ed essere conosciuta prima all’estero e poi adesso anche in Italia.

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