Concerti sospesi dal 26 ottobre al 3 dicembre come da ultimo DPCM
Stagione 2020/2021: Autunno

Uto Ughi, Michail Lifits

14 dicembre 2020 ore 20:30 Teatro Carlo Felice Acquista i biglietti

INTERPRETI

  • Uto Ughi violino
  • Michail Lifits pianoforte

PROGRAMMA

  • Georg Friedrich Händel
    Sonata in re maggiore HWV 371: IV
  • Ludwig van Beethoven
    Sonata in la maggiore op. 47 A Kreutzer
  • Johannes Brahms
    Sonata n. 2 in la maggiore op. 100
  • Camille Saint-Saëns
    Introduzione e Rondò Capriccioso

IMPORTANTE: In ottemperanza alle attuali normative sanitarie, per accedere al Teatro Carlo Felice sarà obbligatorio scaricare il modulo di dichiarazione sul trattamento dei propri dati personali per la prevenzione dal contagio da COVID-19 da parte del titolare del trattamento dati della Giovine Orchestra Genovese.
Il modulo dovrà essere compilato per ogni concerto con nome, cognome, numero di telefono e firma e consegnato alle maschere prima dell'accesso in Teatro.

La GOG ricorda che, secondo quanto previsto dalle procedure per le misure di contenimento dei contagi da COVID-19, è obbligatorio occupare il posto indicato sul biglietto o sull'abbonamento, garantendo in questo modo il distanziamento fra uno spettatore e l'altro.
Si chiede di rispettare il distanziamento al momento dell'entrata in sala e dell'uscita e di evitare assembramenti.
Si ricorda, infine, che è obbligatorio indossare la mascherina sempre e in qualsiasi spazio del teatro, anche durante lo spettacolo.

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Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all'età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha studiato sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne, la critica scriveva: "Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo".
Uto Ughi ha iniziato le sue grandi tournée europee esibendosi nelle più importanti capitali europee e da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato, infatti, in tutto il mondo, nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche sotto la direzione di maestri quali Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov.
Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.In quest'ottica ha fondato il festival "Omaggio a Venezia", al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare.
Conclusa quell'esperienza, il festival "Omaggio a Roma" (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l'ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani.
Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e attualmente portati avanti dal festival "Uto Ughi per Roma" di cui Uto Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.
Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.
Nell'aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.
Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

Recensito dal Frankfurter Allgemeine Zeitung con toni entusiastici per “la magnifica propensione ai colori”, Michail Lifits ha rapidamente catturato l’attenzione internazionale.
La sua musicalità avvolgente e “la maturità del suono, che appare piena di saggezza” (Süddeutsche Zeitung) sono state accolte calorosamente dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo.
Nato a Tashkent, in Uzbekistan, e trasferitosi in Germania all’età di 16 anni, Michail Lifits vive da allora ad Hannover, città con cui sente una profonda consonanza artistica e culturale.
Ha studiato alla Hochschule für Musik und Theater con Karl-Heinz Kämmerling e Bernd Goetzke, proseguendo gli studi all’Accademia Internazionale di Imola con Boris Petrushansky che ha rivestito un ruolo importante nella sua crescita artistica.
Dopo la vittoria della 57° edizione del Concorso "Busoni" di Bolzano nel 2009 Michail Lifits ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri internazionali: Carnegie Hall e Lincoln Centre a New York, Philharmonie a Berlino, Herkulessaal e Philharmonie a Monaco, Laeiszhalle ad Amburgo, Sala Verdi a Milano, Tonhalle a Zurigo, Concertgebouw ad Amsterdam e Palais des Beaux-Arts a Bruxelles.

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