Concerti a Palazzo Ducale

Graindelavoix, Björn Schmelzer

7 ottobre 2022 ore 20:30 Palazzo Ducale

Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con GOG Giovine Orchestra Genovese e Associazione Culturale Pasquale Anfossi

INTERPRETI

  • Graindelavoix
  • Björn Schmelzer direttore
    Teodora Tommasi soprano
    Andrew Hallock alto
    Razek François Bitar alto
    Gabriel Belkheiri tenore
    Andrés Miravete tenore
    Marius Peterson tenore
    Tomas Maxé basso
    Arnout Malfliet basso

PROGRAMMA

  • Tilman Susato
    Salve Antverpia
  • Orazio Vecchi
    Missa pro defunctis a 8
    Introitus, Requiem aeternam
    Kyrie
    Graduale, Si ambulem
    Sequentia, Dies irae
    Offertorium, Domine Jesu Christe
    Sanctus
    Agnus Dei
    Communio, Lux aeterna
  • Paolo Bravusi
    Libera me Domine
  • Simone Molinaro
    Versa est in luctum
  • Severin Cornet
    Come d'ogni virtù
    Sonetto di Stefano Ambrosio Schiappalaria (in laude del Signore Ieronimo Scorza & della Signora Maria sua consorte)
  • Severin Cornet
    Quel ben di tutti e beni
    Sonetto di Stefano Ambrosio Schiappalaria (in laude del Signor Bartolomeo Balbi & della Signora Lucretia sua consorte)
  • Severin Cornet
    S’ un’ animo gentil
    Sonetto di Stefano Ambrosio Schiappalaria (al’ Signor Andrea Moneglia) (1581)
  • Luca Marenzio/Angelo Grillo (Celiano)
    Laura, se pur sei l'aura
  • Luca Marenzio/Angelo Grillo (Celiano)
    Rimanti in pace
  • Gioseffo Guami
    Avventurosi e ben nati sospiri
  • Andreas Pevernage/Jan Van der Noot (1591)
    Clio, chantons disertement (Louange de la ville d’Anvers)

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Nella tarda mattinata del 2 giugno 1640, un imponente e silenzioso corteo funebre, completo di catafalco e preceduto da 60 orfani tedofori, rappresentanti di diversi ordini monastici della città, nonché membri del capitolo della cattedrale e del magistrato cittadino, si fece strada lungo la piazza Wapper verso e in Sint Jacobskerk nel centro di Anversa.
La chiesa doveva sembrare essa stessa un enorme catafalco decorato, avvolto com'era in velluto nero e raso rosso.
La persona deceduta all'interno della bara era nientemeno che il più famoso di tutti i pittori barocchi, Peter Paul Rubens, ed è altamente plausibile che la messa da Requiem eseguita dal coro della cattedrale in questa solenne occasione fosse un'opera in otto parti comprendente un polifonico Dies irae, stampato ad Anversa 28 anni prima e scritto dal compositore italiano Orazio Vecchi.
Sono giunto - afferma Björn Schmelzer - a questa conclusione sulla base di una recente ricerca di Stefanie Beghein relativa alle pratiche funerarie di Anversa. Il dottorato di Beghein indagò sulle convenzioni funebri a Sint-Jacobskerk, la chiesa parrocchiale di Rubens: intorno al 1640, il corpo di una persona molto venerata come Rubens sarebbe stato sepolto vicino al coro (koorlijk), molto vicino al Santissimo Sacramento.
Al servizio funebre era di norma una messa polifonica in otto voci con il supplemento dei polifonici Dies irae e Libera me (qui aggiunti dall'allievo ed editore del Vecchi, Paolo Bravusi). Beghein offre una chiara panoramica di tutte le Messe da Requiem stampate ad Anversa nel XVII secolo. Di tutte queste composizioni, solo la Missa pro defunctis di Vecchi, pubblicata da Phalèse nel 1612 (insieme ad altre messe di Vecchi e la Missa In illo tempore di Monteverdi, non irrilevante nell'ambito della carriera di Rubens che sarebbe iniziata alla corte di Mantova dove fu impiegato contemporaneamente a Monteverdi), viene presa in effettiva considerazione per questa occasione funebre.
È l'unico Requiem italiano pubblicato ad Anversa in quel periodo.
Beghein mostra anche molto chiaramente che il gusto estetico-liturgico alla Sint-Jacobskerk di Anversa cambiò solo dopo il 1644 in seguito alla nomina del compositore Philippus Van Steelant, che avrebbe introdotto uno stile estetico ed esecutivo completamente diverso, generalmente più legato al barocco.
Il funerale di Rubens era musicalmente ancora segnato da un altro tipo di barocco. È molto interessante contemplare la continuazione della polifonia prima pratica nell'alto barocco da questo punto di vista: non come un atteggiamento conservatore, ma come un residuo sonoro o un ricordo che ricorda e consola il trauma dell'iconoclastia nel XVI secolo e allo stesso tempo tempo dando voce a un passato che sopravvive.
I tratti del Requiem di Vecchi, stampato ad Anversa, aiutano a esprimere questa idea: come per il carattere retrospettivo decisivo conferito all'interno delle chiese gotiche di Anversa dai pittori che le riempivano di pale d'altare prima dell'iconoclastia, Vecchi usa il graduale pretridentino, Si ambulem, invece del normale Requiem aeternam. Taglia anche l'Hostias et preces, la seconda parte dell'offertorio.
Un'altra "anomalia" è l'introduzione di un Dies irae polifonico completo. Questo, senza dubbio, ha dato a Vecchi la possibilità di comporre un modesto dramma liturgico, portato avanti dall'uso drammatico dei cambiamenti cromatici e dalla struttura del doppio coro all'interno del quale un coro acuto si alterna a un coro basso (infernale), prima che si uniscano come una. 

Genova - Anversa e la polifonia
Anco le Muse di Liguria, calde 
di celeste furor, talor sen vanno
e soggiornar ne' Belgi e udir si fanno
tra lor dolci armonie presso lo Scalde.” 
(Ieronimo Scorza, membro dell'Accademia dei Confusi Genovese-Anversa)

(Anche le Muse della Liguria, accese di celestiale fervore,
parti per visitare il Belgio e far sentire dolci armonie
accanto al fiume Schelda)

L'architettura del XVI secolo di Genova è stata molto influente per Rubens e il XVIII secolo architettonico, la moda della nuova musica italiana ad Anversa e il suo ruolo duraturo nel futuro della musica classica sarebbero impensabili senza il ruolo cruciale della nazione genovese ad Anversa nel XVI secolo, il mecenatismo musicale di importanti famiglie mercantili genovesi residenti ad Anversa e la collaborazione con intellettuali e artisti genovesi.
Senza di loro, sarebbe impensabile l'immagine mutevole della città, non solo visivamente, ma soprattutto musicalmente, promuovendo la nuova moda dei madrigali e della canzone italiani, della poesia e del teatro italiani e dell'insediamento di accademie intellettuali e artistiche.
Il primo libro dell'Orlando di Lasso (tra madrigali del Petrarca, canzoni d'amore napoletane e polifonia d'avanguardia) è stato stampato ad Anversa da Tielman Susato grazie al patrocinio del banchiere genovese Stefano Gentile.
La collezione Madrigal di Hubert Waelrant fu finanziata da Bartolomeo Doria Invrea.
Le famiglie Doria e Fieschi patrocinarono le pubblicazioni di Severin Cornet e Giovanni Grimaldi aiutarono la pubblicazione di Philip De Montè.

Graindelavoix è una società multidisciplinare con sede ad Anversa, con un fascino per la voce, la genealogia o repertori vocali e le loro relazioni con il corpo affettivo, la storia e il territorio. Graindelavoix è stato fondato all'inizio del XXI secolo dall'antropologo e dall'etnomusicologo Björn Schmelzer con alcune apparizioni pubbliche poco dopo.
La prima registrazione, Missa Caput di Ockeghem, uscita nel 2006 con l'etichetta Glossa, ha messo Graindelavoix sulla scena internazionale.
Ogni nuovo progetto inizia con un gesto musicale concreto, un repertorio o un'opera che avvolge la complessa stratificazione del tempo e gli aspetti operativi della pratica.
Schmelzer ha sviluppato con Graindelavoix un modello di musicologia affettiva in azione: ogni performance è l'evocazione e l'attivazione delle forze virtuali e il lavoro nelle tracce superstiti che servono da punto di partenza. Una partitura, una notazione o un'iscrizione è una parte indistinguibile di un'immagine musicale in movimento che non è mai indipendente ma funziona come un "dinamogramma".
Graindelavoix cerca di attivare e incarnare la notazione, una lettura attiva nel senso medievale. Il passato non è una realtà solida da cui siamo separati, è un insieme continuo di sottofondi e controcorrenti che vivono nel nostro corpo: in tempi e luoghi geografici in continua evoluzione, si verificano nuove eruzioni e collisioni di tettonica del tempo. Questi sintomi costituiscono la base per i performer delle abilità della ghiaia per esplorare come costruire la propria memoria dei significati.
Gli interpreti di Graindelavoix provengono da tradizioni diverse con vasti background artistici e competenze. Durante la performance questa eterogeneità non viene cancellata ma scolpita ancora più a fondo.
Graindelavoix si è costruito una reputazione come pioniere di un approccio completamente nuovo ai vecchi repertori, al di là della visione del museo o storicamente informato, con le audaci e spesso controverse interpretazioni a cui testimoniano le numerose collaborazioni internazionali, residenze, spettacoli e premi CD.
Graindelavoix ha vinto il tanto ambito premio Edison, tre Klara Music Awards, il Caecilia Prize della Belgian Music Press e diversi premi da riviste musicali internazionali come Classica Répertoire, Pizzicato e Scherzo.
Nel 2011, Graindelavoix ha lavorato con la compagnia di danza Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker nella produzione di Cesena, presentata in anteprima al Court d'Honneur di Avignone.
Graindelavoix crea regolarmente progetti multimediali e interdisciplinari come i film Ossuaires e Muntagna Nera, il ritorno di un famoso club di musica blues della miniera di carbone di Limburg (CD di EMI / Warner); Trabe Dich Thierlein, un'esibizione teatrale di polifonia tedesca dei primi anni del XVI secolo, presentata al Weimar Kunstfest nel 2014.
Anche nel 2014, Graindelavoix ha creato un'installazione sonora contemporanea dal titolo Maastricht Cryptonomies con i musicisti improvvisati Manuel Mota e Margarida Garcia, nel Servatius Basilica di Maastricht.
Graindelavoix si è esibito per l'estate di Anversa, Roma Anversa, il Festival Laus Polyphoniae, Moussem Festival, Conservation of the Desire, Berliner Festspiele, Brooklyn Academy of Music a New York, Alkantara Festival e Gulbenkian Foundation Lisbona, Early Music Festival Utrecht, Roots Festival a Jaroslaw e Wratislavia Cantans a Wroclaw, Festival Alte Musik Regensburg, Kunstfest Weimar Ruhrtriennale 2012 e 2013, Festival de Saintes, Radio France, Festival di Avignone, Concertgebouw Amsterdam, De Doelen a Rotterdam, Bozar Brussels e molti altri.
Dal 2015 Graindelavoix è in residenza presso la Fondation Royaumont, vicino a Parigi, offrendo concerti e masterclass.
Graindelavoix è strutturalmente supportato dalla Comunità fiamminga.

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