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Lezioni musicali con Pietro Borgonovo

Lezioni musicali con Pietro Borgonovo: Brahms, Sonata n. 3 op. 5

28 gennaio 2021 ore 19:30

Giovedì 28 gennaio, ore 19:30

Lezioni musicali con il Direttore Artistico Pietro Borgonovo

  • Johannes Brahms
    Sonata in fa minore n. 3 op. 5
Terminato

In una conferenza del 1933, Schönberg definì Brahms “Der Fortschrittliche” (il progressivo), conferendogli quindi una modernità che non venne percepita dai suoi contemporanei ma, al contempo, attribuendogli classicità e equilibrio, libertà dalle idee e dai sentimenti romantici, per rimanere nell’alveo del formalismo. Non pianista concertista (seppur ottimo interprete), non virtuoso come Chopin e Liszt, il compositore sviluppò una scrittura pianistica personale, con ampio impiego della mano sinistra, e la Sonata in fa minore n. 3 op. 5, come le sonate del primo periodo di Brahms, poggia su una "forma architettonica" (secondo la definizione del noto musicologo Carl Dahlhaus), articolata in contrapposizioni di frasi e periodi con un rapporto gerarchico preciso. Non aderisce alla “forma logica” in auge nell'Ottocento, che sviluppava le premesse di partenza in un flusso ininterrotto. L'armonia brahmsiana è qui centripeta, perché prende le mosse da una tonalità d’impianto per poi ritornarvi. La Sonata è dedicata a Ida Von Hohenthal e venne presentata al pubblico per la prima volta il 6 gennaio 1863, ma la composizione è di dieci anni prima, del 1853.

Nato a Milano, Pietro Borgonovo si distingue nella direzione di produzioni sinfoniche e operistiche per prestigiosi festival e teatri.
Da segnalare la presenza al Salzburger Festpiele, alla guida del Klangforum Wien e dell'Arnold Schoenberg Chor, al Maggio Musicale Fiorentino con l'Orchestra del Maggio Musicale, alla Biennale di Venezia, al Ravenna Festival con il Teatro dell’Opera di Roma.
Dirige regolarmente l'Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, quella del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro Verdi di Trieste, del Teatro dell'Opera di Roma, l'Orchestra della Toscana, l'Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, l'Orchestra Sinfonica di Savona, l'Orquesta Sinfonica Nacional di Buenos Aires, l'Orchestra della Svizzera Italiana, la Kammerorchester di Mainz, la Prague Philharmonia.
La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia gli affida la direzione della prima mondiale dell'opera "Medea" di Adriano Guarnieri. È un grande successo di pubblico e di critica, alcuni quotidiani parlano di "trionfo". Allo spettacolo è assegnato il Premio Abbiati 2003 e la motivazione mette in risalto la "raffinata esecuzione musicale e scenica che ha restituito l’audace ricercatezza della concezione compositiva e multimediale".
Giovanissimo si impone quale solista di oboe tra i più affermati sulla scena mondiale. Allievo di Heinz Holliger alla Musikhochschule di Freiburg, si esibisce nelle principali sale e nei maggiori festival internazionali: Teatro alla Scala, Salzburger Festpiele, Maggio Musicale Fiorentino, Biennale di Venezia, Musikverein di Vienna, Musica Bayreuth, Festival d’Automne di Parigi, Festival di Montreux, Donaueschinger Musiktage, Carnegie Hall di New York, Holland Festival di Amsterdam, Montecarlo, Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Filarmonica di San Pietroburgo, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Madrid, Berlino, Londra, Praga, Bonn, Lussemburgo.
Il profondo interesse per la musica contemporanea lo porta a collaborare con molti compositori del nostro tempo: George Benjamin, Luciano Berio, Azio Corghi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi, Iannis Xenakis, dei quali interpreta opere anche in prima esecuzione, spesso a lui dedicate.
Musicista poliedrico, Pietro Borgonovo è Direttore Artistico della GOG Giovine Orchestra Genovese e, dal 2003, Direttore Artistico del Concorso Internazionale di Musica "G. B. Viotti" di Vercelli.
Sia come solista di oboe che come direttore d'orchestra vanta una vasta discografia ottenendo il Grand Prix du Disque e la segnalazione tra i cinque dischi di musica sinfonica più stimati dalla Critica italiana nel 1998.

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