Info spettacolo Ensemble Mannheimer Schule

ENSEMBLE MANNHEIMER SCHULE

Parrocchia gentilizia di San Luca

venerdì 14 giugno ore 17,30

Ensemble Mannheimer Schule
Carmen Leoni fortepiano
Federica Inzoli oboe
Danilo Zauli clarinetto
Dileno Baldin corno naturale
Giorgio Mandolesi fagotto 

Wolfgang Amadeus Mozart
Quintetto in mi bemolle maggiore K 452 

Ludwig van Beethoven
Quintetto in mi bemolle maggiore op. 16 

L’Europa musicale La musica strumentale ha affrontato tra il XVI e il XVII secolo una grande serie di cambiamenti legati tanto all’evoluzione nella costruzione degli strumenti quanto allo sviluppo della funzione sociale della musica stessa. Su tutto si elevava una autentica e dotta discussione intorno allo stile nazionale del comporre. Certamente in Italia si è consolidata la tecnica del basso continuo, dell’Oratorio, della Cantata e della Sonata Barocca, ma soprattutto del Concerto. Già il termine Concerto fa pensare da un lato a mettere insieme, concertare, dall’altro a rivaleggiare, dove in quel tempo, il solo non era considerato predominante e il tutti relegato al semplice ruolo di accompagnatore, ma entrambe le parti erano concepite dialoganti o al limite rivaleggianti in quantità sonora. Qui risiede, per gli esecutori di oggi, il segreto della riuscita interpretativa: nella contrapposizione dei ruoli, solo-tutti, a prescindere dalla potenza sonora degli strumenti coinvolti. I compositori dell’epoca, ad esempio, non indicavano la dinamica o il colore delle sonorità previste nei due differenti momenti della loro creazione. Nei numerosi trattati scritti da studiosi o compositori di quel tempo sono stati elencati sistemi di distribuzione dell’importanza di alcune singole note all’interno delle frasi, mai però criteri dinamici predefiniti, come suonare forte il tutti e piano il solo. In Francia l’influenza della musica italiana fu molto evidente, segnata anche dalle scelte regali, che si concretizzavano nei matrimoni tra figli di regnanti di diversi paesi e dalle nomine di compositori di corte provenienti dall’Italia. Uno su tutti fu JeanBaptiste Lully, fiorentino di nascita e naturalizzato francese. Fondamentale fu poi l’influenza di Arcangelo Corelli. Le relazioni tra i principali compositori coinvolgevano ovviamente anche Johann Sebastian Bach, probabilmente il più grande di tutti per noi oggi. Bach era guardato con ammirazione o con severità a causa dello stile personalissimo nel comporre. Bach non lasciava all’interprete spazi dal punto di vista dell’improvvisazione, la sua musica era composta anche nelle parti ornamentali, là dove quasi tutti lasciavano libertà agli esecutori nell’aggiungere con propria fantasia note in grado di abbellire le melodie composte. Questi gusti musicali si integrarono col passare del tempo e contribuirono in modo assai rilevante alla costruzione di un pensiero musicale sempre meno identificabile in senso nazionalistico e dunque più Europeo.

Data spettacolo:

Venerdi 14 giugno 2019
ore 17:30

Info sala

Chiesa di S.Luca
Sala [standard]

Piazza San Luca
16124 Genova